12 gennaio 2014
Il regista Giovanni Calvaruso sceglie gli interni del Quattro Quarti come set per il suo ultimo film 31 GRADI KELVIN
Gli interni del Ristopub Quattro Quarti, progettato dallo Studio Pipitone, diventano la location ideale per le riprese del film "31 gradi Kelvin", del regista emergente Giovanni Calvaruso.
Particolarmente interessante è notare la trasformazione della "macchina struttura divano / palco", il grande divano che occupa tutta la parete di fondo del primo piano del locale, diventa, con poche semplici mosse, un palco sul quale esibirsi. Sulla struttura divano, una parte della quale trasformata in palco su cui si esibisce il giovane cantautore palermitano Antonio Di Martino, si raccolgono, dunque, gli spettatori, che si ritrovano inseriti all'interno di un ampio e luminoso volume, che diventa così una sorta di grande cassa armonica di legno naturale e feltro, materiali appositamente scelti per essere utilizzati come rivestimento della pareti. Il sistema di illuminazione, fatto da calde e morbide luci ad incandescenza inserite in un pentagramma di cavi, contribuisce a creare un ambiente intimo e raccolto in cui il pubblico può godersi della buona musica, in buona compagnia.
Guarda l'estratto dal film:
11 dicembre 2013
Quattro Quarti
Quattro Quarti è un contenitore su due livelli di intrattenimento e cultura, giorno e notte, di fronte ad un parco nel centro storico di una città della provincia siciliana con una spiccata attitudine alla mondanità. La ricetta, godibile da soli o in compagnia, è: ¼ musica, ¼ proiezioni, ¼ cibo, ¼ vini.
Progettare uno spazio duttile, accogliente, eufonico, solare e crepuscolare, evocativo per gli avventori e per i musicisti, multimediale e scenico (dotato di casse acustiche, mixer audio/video/luci, uno schermo e connessioni per strumenti e proiettori), un sistema di sedute e palchi in cui sia possibile sedersi o esibirsi in diversi modi e gruppi, un sistema d’illuminazione ispirato alle scene teatrali.
Fini casse acustiche, mixer audio, video e luci con possibilità di gestione di sets, spinotti per il collegamento di strumenti musicali e di proiezione, uno schermo e un sistema di illuminazione ad incandescenza a filamento di tungsteno ispirato alle scene teatrali.
Un piano basso, alla quota del parco, insenatura del parco stesso definita da una varietà di legni naturali e superfici blu cobalto costellato da calde e morbide luci ad incandescenza su un pentagramma di cavi in cui si dispongono una serie di panche e tavoli dotati di prese, il banco bar, volume estruso tra volumi e un piccolo palco sede del sistema nervoso sonoro e visivo di cui è dotato il locale.
Il primo piano, un ampio e luminoso volume, diventa una cassa armonica di legno e feltro in cui sono distribuiti tavoli con sedie, poltroncine, una grande mensola con sgabelli alti dotata di prese, tavolini con sgabelli bassi.
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